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“Né Il sole né la morte si possono guardare fissamente”


Il film che stiamo preparando racconta in modo lieve e a volte persino scanzonato,come sia possibile “prenderla con filosofia”.
Paolo Bonacelli (Redetti) è la persona malata, Laura Pellicciari (Laura) è l’infermiera. La vicenda si svolge in un Hospice ed è resa possibile da un’habitat, quello delle Cure Palliative, che consente alla persona malata di potersi concentrare, raccogliere, preparare, per poter vivere con pienezza, il piu’ serenamente possibile l’ultimo tratto della propria esistenza. Questo video, girato dal giovane Francesco Scarel, con la collaborazione di Valeria Fabris e Salvatore Frisina (Toti), cerca di dare un accenno al contesto culturale tanatologico contemporaneo che sta a monte dell’opera cinematografica di prossima realizzazione.


Al Dio Ignoto è tratto da una poesia di Friedrich Nietzsche che recita così:


Ancora, prima di partire
E volgere lo sguardo innanzi
Solingo le mie mani levo
Verso di Te, o mio rifugio,
A cui nell’intimo del cuore
Altari fiero consacrai
Chè in ogni tempo
La voce tua mi chiami ancora.

Segnato sopra questi altari
Risplende il motto “Al Dio ignoto”.
Suo sono, anche se finora
Nella schiera degli empi son restato:
Suo sono e i lacci sento,
Che nella lotta ancor mi atterrano
E, se fuggire
Volessi, a servirlo mi piegano.
Conoscerti voglio, o Ignoto
Tu, che mi penetri nell’anima
E mi percorri come un nembo,
Inafferrabile congiunto!
Conoscerti voglio e servirti!

Ringraziamo di cuore le personalità autorevoli che si sono prestate ad essere intervistate.

Rodolfo Bisatti